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RACCONTARE

La storia dell’Azienda Agricola Mapei inizia nel 1813 quando Domenico Mapei (1772-1845), notaio in Nocciano, acquistò il piccolo convento appartenuto all’Ordine dei Francescani e soppresso dagli editti napoleonici. Egli restaurò e adattò a dimora l’ex-convento e incrementò il patrimonio familiare con l’acquisizione di alcune masserie nell’agro noccianese che costituirono la base iniziale dell’attuale proprietà.

Suo figlio Vincenzo (1806-1869) - avvocato, agronomo, esperto bachicoltore e imprenditore tessile – impiantò nella dimora del piccolo paese abruzzese una bigattiera per l’allevamento dei bachi da seta e una filanda artigianale. Per suo merito la produzione di pregiati tessuti serici della filanda Mapei vinse un premio all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856. Egli fu anche l’autore di un manuale Cenni per facilitare la trattura della seta, Chieti, Del Vecchio, 1856.

Continuò l’attività di Vincenzo il figlio Pietro (1835-1899) che dovette affrontare la crisi che colpì molte filande del centro e sud Italia per la concorrenza nel settore tessile oramai industrializzato delle regioni settentrionali. Dei cinque figli di Pietro, subentrarono nella direzione dell’Azienda Nicola (1865-1948), che aveva scelto la carriera militare e che riorganizzò la produzione zootecnica, olearia e vinicola e Camillo, valente avvocato di Cassazione. Quest’ultimo incrementò significativamente il patrimonio terriero e trasmise all’Azienda lo spirito imprenditoriale che ancora oggi la anima.

Sofia (1907-1993), unica erede di Camillo, portò nell’ex-convento un’atmosfera ospitale e conviviale. Sposò Dino Tonini (1905-1975), professore di Idrologia all’Università di Padova, che conferì nuova vitalità all’Azienda, progettando, tra le altre, l’attuale rete irrigua. Egli era anche appassionato cultore delle arti e da giovane, (1926) fu tra i fondatori del Futurismo a Padova. ‘E proprio in omaggio a Dino che s’ispira il logo dell’Azienda e i nomi dei suoi vini.

Oggi l’Azienda Agricola Mapei, di proprietà dei cinque figli di Sofia e Dino, è gestita a conduzione familiare da Pietro Tonini, ingegnere elettronico, con i fratelli e la figlia Eleonora, agronomo professionale.